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Il Canada ritira le proprie 'armate' dal Giappone, la Cina attacca il Canada, Tuvalu pure. No, non è un momento di un rinnovato Risiko mondiale, ma gli effetti dell'uscita del governo di Ottawa dal protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici
Per farsi condannare da un Paese 'libero' e 'democratico' come la Cina ce ne vuole. Il Canada ce l'ha fatta dopo essersi ritirato dal protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici: "Non funziona", ha detto il ministro dell'ambiente canadese Peter Kent, aggiungendo: "Come abbiamo già detto, il Protocollo per noi è il passato". Il ministro non ha precisato quando il Canada uscirà ufficialmente "da Kyoto", diventando così il primo Paese a farlo, ma ha aggiunto che il suo governo farà ricorso al suo "diritto legale di ritirarsi formalmente dal Protocollo".
Va bene così, ma ormai di questa nazione, da tutti considerata la patria dell'ecologia, ho colto i controsensi. Ecologia 'sto cazzo, vien da dire, visto che a fare il bagno nel lago Ontario si rischia di morire manco fosse il Lambro e che la centrale nucleare di Pickering è lì a un tiro di schioppo da una fra le più popolose città del mondo e che solo pochi mesi fa si era parlato di una 'perdita' poi 'misteriosamente' rientrata senza colpo ferire.
Comunque la decisione di ritirarsi dal Protocollo era già nota ed esplosa al summit di Durban, in Sud Africa, dove il Canada ha partecipato alla 17.a conferenza mondiale sul clima. Per la Cina, quella di Ottawa è una decisione "deplorevole che va contro gli sforzi della comunità internazionale nel momento in cui a Durban sono stati fatti importanti progressi assicurando una seconda fase di impegno al protocollo", ha detto in una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Liu Weimin. Secondo notizie riportate dall'agenzia statale cinese, Xinhua, la decisione del Canada è "assurda" e "una scusa per sottrarsi alle responsabilità". E se la Cina picchia duro, non scherza nemmeno... Tuvalu: la piccola isola del Pacifico meridionale è infatti una delle più a rischio per l'innalzamento del livello del mare causato dai cambiamenti climatici: "Per un paese vulnerabile come Tuvalu, quello del Canada è un atto di sabotaggio sul nostro futuro", ha detto il capo dei negoziatori Ian Fry. Insomma, 'grandi e piccini', come si diceva nelle pubblicità di una volta. La decisione del Canada ha fatto incazzare proprio tutti.