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Una notte passata a Toronto ascoltando gli Spandau Ballet, cercando di dare una chiave di lettura 'canadese' a un post che riguarda il mio passato. Il vaporoso mondo degli anni '80, tra pizzi, crinoline e il famoso 'look' portato dalla new-wave

Scusate, ma dopo aver fatto il post su Michael Bublé mi sono perso a pensare a quei meravigliosi anni '80, dove la musica era più bella, diversa, varia, dove il Milan era il Milan, dove le squadre inglesi di calcio erano le più forti d'Europa, l'Arsenal giocava ad Highbury e non aveva colonie francesi, e dove infine l'hockey italiano stava per scalare le vette di un sogno. E così è stato tutt'uno pensare agli Spandau Ballet.

Ormai li sto ascoltando da mezzora, è notte fonda, e il mio pensiero va a una mia 'vecchia' amica, tutta boccoli, pizzi e crinoline appunto, che era davvero una grande appassionata di questo genere musicale. Proprio come me, che amavo quella parte della new-wave più orientata verso l'estetica e il vaporoso andante, dai Simple Minds ai migliori Duran Duran (non quelli dei 'paninari', please), da Robert Palmer ai Visage. Ricordo una ragazza meravigliosa, in una discoteca di Milano, il Decò Bum Bum Club di Largo La Foppa. Era forse il 1987 o giù di lì, un meraviglioso look 'androgino' alla David Sylvian. Chissà dov'è. Magari mi stai pure leggendo (nel qual caso fatti viva, sarei davvero curioso di sapere se hai ancora lo stesso meraviglioso gusto di un tempo... allora si chiamava 'look'): camicia bianca con i pizzi, forse una cravattina (le idee si confondono per l'età), pantaloni neri stretti e rigonfiati (stile Midge Ure, Ultravox) con una bella cintura. Avessi potuto scolpirti e piazzarti nel giardino di casa mia, l'avrei fatto, per poi passare i miei pomeriggi ad adorare quell'immagine. Sono le 3 di notte passate in Canada, ormai il mio delirio ha passato il limite di guardia. Torno alla mia bionda amica che amava i Simple Minds e gli Spandau Ballet, che ho bellamente tradito per la sconosciuta del Decò. E allora, una dedica notturna. Visto che non ho trovato nulla degli Spandau in Canada, ecco una versione davvero originale del grande (e canadesissimo) Paul Anka di una famosa canzone di Tony Hadley e compagni: "True".
Uno dei misteri musicali su cui investigare, il perche' Kemp e soci non abbiano mai davvero sfondato oltre oceano... da fan prendo spesso in giro (e vengo preso in giro a mia volta) i miei amici Canadesi su "quello che si sono persi" riguardo i deliri adolescenziali che suscitava questa band in Italia...eppure hanno sempre avuto un sound europeo, e i Canadesi lo sono, certamente piu' degli Statunitensi. Grazie per aver scritto questo articolo e salutami Toronto.
Arben
alle 00:52
Rain
Ma fantastico!!! Personalmente ho vissuto più la scia degli anni '80 che la loro essenza, ma ho molto apprezzato l'articolo! ;)