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So benissimo di non mantenere tutte le promesse che vi avevo... promesso. D'altra parte, dovete ammetterlo, non sono l'unico a farlo. A tal proposito, decido invece di mantenerne una e torno sull'articolo di Rosie DiManno, aggressiva articolista del Toronto Star, che lunedì 14 febbraio, in occasione della manifestazione delle donne italiane, e non solo, ha scritto un articolo al vetriolo su Silvio Berlusconi. Ve ne cito qualche passo... proseguite qui sotto...
"Basta the bunga bunga (letterale, ndr). Uno non dev'essere bilingue per capire il senso. E' 'italianese' (ma cos'avrà voluto dire? Non ha detto infatti 'italiano' ma nemmeno 'italiese', la lingua 'similitaliana' parlata dai nostri emigrati..., ndr). Ci si è stufati di orgie, di prostitute in stile Lolita e del vecchio satiro in calore. Il primo ministro Silvio Berlusconi da anni ormai continua a governare con il suo Johnson (Giovanni?), (cito letteralmente, ndr), in maniera sempre più scandalosa e sfarzosa, mentre si aivicina ai 75 anni, incurante e insolente come sempre. "Bunga bunga" è entrato nel lessico italiano come un modo di dire per descrivere la corruzione di Berlusconi, strillata come se si fosse in una guerra da quei giornali che non fanno parte del vasto e privato impero personale del premier. Ma dove la rivolta guidata dai giovani è riuscita a far cadere un dittatore, quella 'democrazia' che è l'Italia appare incapace di cacciare questo vetusto essere strisciante. Questa persona presumibilmente paga per la compagnia di ragazze minorenni. Organizza baccanali nei suoi palazzi, trasformati in bordelli, da Roma a Milano alla sua villa in Sardegna". E tutto questo in prima pagina. Può bastare? Volete anche il resto? no, la prossima volta. Promesso...