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Domenica qui a Toronto è stato tempo di gay-parade. Sarei veramente voluto andarci. Ma, sebbene avessi voglia di partecipare alla grande festa collettiva che ha coinvolto Toronto e tutto il Canada, ho preferito 'seguire il cuore' e farmi una lunga e ristoratrice passeggiata per Chinatown.
I cinesi qui parlano inglese, e non è roba da poco se si pensa a quelli italioti, che non capiscono (o fanno finta di non capire) la nostra lingua. Tant'è, qui problemi di comprensione non ce ne sono, anche se talvolta, specie con i più anziani, bisogna ripete (e farsi ripetere) le frasi due/tre volte. A ridosso di Kensington Market, Spadina, Dundas e College sono le vie 'chiave' del 'mondo a mandorla' di Toronto. Una comunità che, come tutte le altre in terra canadese, è talmente integrata che non si pone più il problema di doverlo essere a tutti i costi. A Vancouver ormai le persone di origine orientale sono la maggioranza. Qui a Toronto ce la giochiamo, con italiani e portoghesi a guidare la 'classifica delle etnie'.
Qui in Canada regna il 'salad bowl', con tanti saluti al 'melting pot' statunitense, dove tutti vengono assimilati al modo di vivere americano. Qui tutti si sentono canadesi, a modo loro, senza dimenticare di essere ciò che prima di tutto sono. Cinesi, vietnamiti e coreani compresi, con gli italiani che forse, colpevolmente ma anche perché rappresentanti l'etnia immigrata più antica, sono quelli che più di tutti hanno rinnegato la propria lingua e più di tutti si sono 'canadesizzati' (a parte quando c'è da festeggiare il santo patrono di turno).
Da Chinatown a Kensington Market il passo è breve: negozi, localini bizzarri e a buon mercato si rincorrono in un universo colorato in stile anni '80, e forse non era un caso che il sound delle Bananarama scorrazzasse felice per le vie di questo borgo nella città dove l'apertura mentale e l'accoglienza sono un imperativo di vita.
Chi passa da queste parti non può mancare: troverà sicuramente un vestito assurdo, vintage o forse mostruoso, ma con un centinaio di dollari ci si può rifare il guardaroba. Il che non è poco, di questi tempi. Alto nel cielo, il sole mi ha accompagnato fino al mio rientro al tramonto su Spadina e Chinatown, dove per 10 dollari ho strappato in bancarella cinque dvd: due coreani, due di Hong Kong e uno giapponese. Tutti sottotitolati in inglese, mi è stato garantito...