Notizie esclusive e foto inedite dal Canada: dalle news sull'ambiente e la politica alla musica e allo sport canadesi. Tutto questo sul blog Canada 2.0
Mi chiama e mi dice: mi scrivi qualcosa su quello che è successo in questi giorni in Canada? "Il G8 e il G20 a Toronto intendi?" faccio io. Sì, quello. E qui sorge il problema. Che ci vado a fare io, sul blog di Canada? Un post o un articolo? E voi sapete bene quale sia la differenza... Alla fine prendo il coraggio a due mani e, come spesso mi capita, alla fine so già che terminerò con il parlare di tutt'altro. E del resto, per quanto riguarda il G8/G20, gli scontri, gli arresti, i sorrisi dei capi di stato, il Berlusca che si pavoneggia in mezzo ai 'colleghi' come fosse alla festa di classe, beh, per quello ci sono tutti i giornali che avrete sicuramente letto, primo fra tutti il Corriere Canadese che ha mandato fior di inviati all'evento (tra cui la ben nota 'blogosferica' Simona Giacobbi...).
Oggi è il Canada Day, inusitato giovedì di riposo per un popolo che ha fatto del 'workaholism' quasi un credo. Secondo me da 'ste parti vivono troppo per lavorare. In compenso, quando c'è festa, se la godono forse come e più di noi. Così oggi, io che mi trovo a Toronto, prendo word e penna e butto giù un paio di idee.
La prima è che questo è davvero un popolo che non conosce la violenza: non ho visto gli incidenti (che pure non erano lontani da casa mia, e infatti mi è parso un ottimo motivo per rimanermene davanti al 42" schermo piatto che troneggia nel mio basement), ma davvero la sensazione è che qui siano rimasti schockati (o choccati, fate voi) da quello che in Italia più o meno vediamo tutte le domeniche alla fine di una partita di calcio considerata di pericolo medio-alto: un paio di auto della polizia bruciate, cariche dei poliziotti in assetto di guerra (ma nemmeno così convinte, almeno pare), alcune vetrine sfondate dai black-bloc. Roba non così eclatante se la paragoniamo ai 'bollettini di guerra' delle nostre manifestazioni. Ma la gente qui ne è rimasta sconvolta (al di là del fatto che anche un solo pugno può essere sconvlgente...). Bastava leggere i commenti su Facebook. Quello più ricorrente suonava più o meno così: "Non posso vedere la mia Toronto distrutta in questo modo". Una mia amica scrive (devo dire in un inglese piuttosto imperfetto): "The damage done in toronto may pale in comparison to the violence carried on in other countries..however this is CANADA we DO NOT compare to other countries. We are better than this. We represent freedom of speech in a respectful, peacful manner. Violence is not tolerated no matter how minute".
In ogni caso una collega mi ha raccontato di black-bloc sbucati dai tombini, oppure di altri che, dopo avere preso parte a delle cariche, si cambiavano in tutta fretta per 'scomparire' nella folla del corteo pacifico. Giusto per la cronaca.
Stupore. Un altro sentimento che può essere adattato ai 'torontini' di questi giorni: stupore per esempio nel vedersi limitata la propria libertà. Le 'zone rosse' hanno sollevato non poche perplessità. C'era gente che davvero non riusciva a capacitarsi del perché non potesse attraversare un pezzo di strada senza il rischio di trovarsi ammanettata. Nei paesi di lingua britannica il senso della libertà assume dei toni a noi ignoti. Soprattutto adesso.
Rabbia. Quando la polizia ha perso la testa e ha cominciato ad arrestare a caso. Centinaia di persone in guardina, alcune effettivamente legate ai black-bloc, altre solo perché si aggiravano dalle parti della zona rossa a spasso con il cane. Per di più, domenica pomeriggio è sceso il diluvio: per quattro ore inermi cittadini sono stati letteralmente 'accerchiati' dalla polizia, lavati dalla pioggia, in parte arrestati, in parte tenuti senza poter telefonare e comunicare con l'esterno. Ovviamente ne è uscito un 'pieno', altro che scuola Diaz...
Insomma, Toronto ha retto comunque benissimo l'impatto con il G8/G20. Più o meno, a parte i diretti interessati coinvolti, si può dire che sia già quasi tutto nel dimenticatoio. Toronto guarda avanti e ogni settimana ha qualcosa da dire, raccontare, proporre. Prima del G8/G20 è stata la volta della grande kermesse del NXNE, la settimana della musica underground, adesso è tempo di Festival del Jazz, ma sabato sarà la volta della grande sfilata del Gay Pride.
Toronto non ha paura di affrontare le novità perché essa stessa si propone ogni volta diversa e nuova, una nuova faccia da scoprire, intrigante e interessante...
Vedo con piacere che finalmente il blog è tornato in vita. Ottimo articolo Massimiliano, non so se continuerai a scrivere aritcoli o sei qui solo di passaggio. Magari se prendi in mano questo blog, mi aspetto una presentazione di come sei arrivato in Canada, ecc.. (:
Greetings from Florence
alle 05:59
Massimiliano
Grazie molte Gino per i complimenti. Per quanto riguarda il blog, ancora non se raccoglierò l'eredità di Simona. Per ora diciamo, per usare un termine calcistico, che sto facendo da 'traghettatore', anche perché di questi tempi sto già scrivendo e 'bloggando' parecchio. Certo, la mia presenza qui a Toronto mi stimola a raccontarvi un po' di cose... alla prox!