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Non si placano le polemiche sul delitto di Aqsa Parvez, la giovane strangolata dal padre perche' non voleva portare l'hijab. Iqbal Nadvi, leader spirituale del centro islamico al-Falah di Oakville, in Ontario, ha dichiarato che certi genitori falliscono nel loro ruolo e e' una vergogna per loro se una figlia decide di non praticare la religione e non portare l'hijab. "E' loro dovere coinvolgere i ragazzi nella propria cultura", ha dichiarato Nadvi. D'altra parte, ha aggiunto, i musulmani denunciano "categoricamente" il delitto. "Non e' permesso assolutamente in Islam".
Secondo Shaila Kibria, che lavora nei diritti umani nella locale comunita' musulmana, nel rifiuto della ragazza di indossare l'hijab, la chiave e' l'oppressione islamica contro le donne. "E' un tema molto controverso - ha dichiarato Kibria, 32 anni, che l'hijab ha deciso comunque di portarla - perche' ci sono talmente tante diverse interpretazioni se l'hijab sia una necessita' nell'islamismo. Ma l'hijab e la religione qui non sono il vero problema. Quello che quella povera ragazza ha dovuto passare, e cioe' violenza domestica e violenza contro le donne, non e' stato riconosciuto, l'unica cosa che e' stata riconosciuta e' l'hijab".
Domani si terranno i funerali di Aqsa Parvez.
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