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Morte non chiara di un italiano a Quebec City

Daniela Sanzone avatar Martedì 25 Settembre 2007, 16:21 in Cronaca di Daniela Sanzone
E' morto dopo aver trascorso una notte in cella nel tranquillo Quebec, e ora i genitori, arrivati ieri dalla Sicilia, chiedono «verità». L'uomo, Claudio Castagnetta, 32 anni, era emigrato in Canada da Palermo nel 2002. Come riporta il quotidiano Le Soleil, Castagnetta era noto negli ambienti artistici del Quebec. Si era laureato in Italia e poi diplomato in marketing all'università di Laval in Quebec, ed era membro del consiglio di amministrazione della società Promotions Recto-Verso. Aveva ricoperto il ruolo di direttore esecutivo dell'ufficio del Quebec della Camera di commercio italiana in Canada da marzo a ottobre 2006. Secondo la cyberpresse, Castagnetta negli ultimi tempi soffriva di depressione.
L'uomo è stato fermato dalla polizia municipale di Quebec City, dove vivono circa 500 mila persone, il 18 settembre. Non sono chiari i motivi, stando alla polizia di Quebec city l'uomo aveva un comportamento aggressivo e confuso, tanto che la polizia ha utilizzato la pistola elettrica. Poi è stato trasportato nel centro di detenzione. Il giorno successivo è stato portato per una prima udienza in tribunale. Alla fine, mentre veniva condotto in cella, ha chiesto di essere condotto in infermeria perché stava male. E' morto qualche ora dopo, alle 14 del 20 settembre. Anche il portavoce della Surété Quebec, la polizia provinciale, ha ammesso che «il detenuto era gravemente ferito alla testa e che le ferite - ha precisato - non erano compatibili con la pistola elettrica. I traumi erano molto gravi». La polizia provinciale ha aperto un'inchiesta sull'operato della polizia municipale di Quebec city e sugli agenti carcerari della prigione locale. Il portavoce della polizia provinciale québécois ha dichiarato che nell'inchiesta sono coinvolte due persone. Le ferite a Castagnetta potrebbero essere state inferte da agenti carcerari o da poliziotti. La terza possibilità è quella attualmente considerata la ragione ufficiale: Castagnetta avrebbe sbattuto la testa contro il muro durante la notte nella cella di isolamento dove era stato rinchiuso. In passato, negli anni Settanta, la polizia del Quebec era nota per avere metodi spicci e violenti.
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6 commenti
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30 Lug 2009
alle 16:44

corrado castagnetta

Grazie Antonio per le paole da Te espresse che Gli fanno onore e principalmente per ricordarLo come Tu lo hai descritto. Tu lo hai frequentato per 4 anni, io e la mia famiglia per 27, fino a quando non decise di trasferirsi in Quebec; solamente il Suo sorriso e la Sua immagine qualificano il Suo modo di vivere senza aggiungere altre parole. Sappi che, seppur la Sua morte è stata cruenta nei suoi avvenimenti, Egli è vicino a noi, ma solo a noi che lo abbiamo amato e voluto bene, esprimendo sempre sul Suo volto il Suo sorriso.Coloro che gli hanno provocato la morte, invece, devono avere paura!! Ci sarà un'altra giustizia che li giudicherà. Per loro sarà troppo tardi il pentimento ed il perdono per ciò che hanno commesso. Un caloroso abbraccio. Corrado

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17 Set 2008
alle 15:48

antoniopa

povero claudio,ricordo quanti allenamenti in palestra insieme,le risate col maestro e gli altri ragazzi e gli sfottò agli interisti per le loro debacle.La cosa strana è che ho saputo dolo da qualche giorno di questa tragedia,non ne sapevo nulla a la cosa mi ha scioccato.Ho passato 4 anni ad allenarmi e a scherzare con claudio castagnetta e di lui posso dire soltanto che era una delle persone più educate,serene e perbene che ho avuto la fortuna di conoscere in vita mia,per cui le voci che avesse distrurbi o fosse aggressivo mi sembrano un mucchio di cavolate per nascondere il fatto che i poliziotti canadesi lo avranno pestato troppo fino ad ucciderlo,maledetti animali rognosi.spero soltanto che alla fine si potrà fare giustizia,anche se questo non riporterà in vita un ragazzo d'oro che in 4 anni non ho mai visto nemmeno vagamente irritato,mai!!!Addio Claudio,un saluto dal tuo amico antonio

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29 Nov 2007
alle 15:15

Daniela

Lorella, per un permesso di soggiorno in Canada, devi fare la richiesta di residenza permanente. Purtroppo al momento i tempi di attesa, mi dicono, sono piuttosto lunghi. Nel mio post Studiare e lavorare in Canada/2 ci sono molte informazioni. Potresti provare a vedere se ti farebbero un permesso di lavoro all'aeroporto, visto che parli bene l'italiano e servono persone che parlano bene una seconda lingua... Hai mai mandato un curriculum al Pearson spiegando la situazione? Chissa'... Ciao.

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28 Nov 2007
alle 15:50

Lorella Bernardini

Ho appena letto la storia di questo giovane palermitano trasferitosi in Quebec, e, concordo con chi ha scritto l'articolo sul fatto che, molti uomini in divisa, hanno modi spicci e violenti. Ma cio' non e' costume soltanto del Quebec, anche in Italia, il " mio paese ", un certo numero di uomini , tra le file e dei poliziotti e dei carabinieri, forse, in virtu' del fatto di indossare una divisa, si sente investito di poteri particolari e tende ad intimidire i piu' " deboli ". Ci vorrebbero sanzioni e pecuniarie e disciplinari. Ma cio' non avviene, qui. Inutile protestare, parole al vento. Lo scorso giugno,2006, ero a Toronto per un viaggio e, all'aeroporto, sono stata fermata da due poliziotte che tra domande e perquisizioni nei miei bagagli, mi hanno fatta sentire come una potenziale " minaccia " per il loro paese. Una terrorista. Intendevo ed ancora intendo trasferirmi per qualche tempo in Canada, a Toronto, per " curare" una forte forma di claustrofobia che con gli anni e' peggiorata, nonostante i farmaci. Ho studiato lingue in gioventu' e, penso che il Pearson Airport, per il momento, possa essere un ottimo rimedio per la mia claustrofobia. Desidererei stare nell'ufficio turistico dell'aeroporto, ma, non riesco ad ottenere il permesso di soggiorno. Vivo a Civitanova Marche, anni 46, mai sposata e con una madre che, invecchiando, e' diventata insopportabile. Non sono riuscita a trovare ne' un avvocato esperto in materia di immigrazione, ne' informazioni dall'ambasciata canadese a Roma, anzi, l'impiegata allo sportello visti, e' stata molto sgarbata. Apprendo soltanto ora della tragedia della famiglia Castagnetta, per caso, navigando, come faccio quasi ogni giorno, nel computer della biblioteca. Si dice che i paesi oltre oceano siano piu' " friendly " nell'accogliere chi arriva da altre nazioni. Luoghi comuni! Neanche l'Italia tratta chi decide di stabilirsi qui con calore, anzi, l'esatto contrario, potrei raccontare storie vere di stranieri nella regione Marche. Ho il raffreddore ed un leggero mal di testa. Non aggiugero' altro. Sono solidale con i genitori del giovane Castagnetta e mi auguro che in futuro non si verifichino altri casi simili a questo.La storia non e' mai stata maestra di vita, purtroppo!

Lorella Bernardini 

 

 

 

 

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30 Set 2007
alle 01:02

Daniela

Thank you, Patrick for your contribution. By the way, I found the number on Wikipedia, which says: The city has a population of 528,595, and the metropolitan area has a population of 717,600 (2005).

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30 Set 2007
alle 00:33

Patrick White

Quebec City has 800,000 citizens and NOT 500,000 as this article says.

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